Una gestione sensata dei test sierologici in Regione Lombardia

26/05/2020
Autore: Dott. Paolo Aceti

Con la famigerata circolare delle scorse settimane la Regione Lombardia ha deciso di aprire all’effettuazione dei test sierologici anche ai privati (aziende), dando precise regole che hanno creato scompiglio all’interno della categoria dei medici del lavoro lombardi.

In sintesi, la Regione ha stabilito che si possono effettuare i test ai dipendenti, a patto che l’intero percorso non sia a carico del SSR e che in pratica l’intero processo deve essere gestito dal Datore di Lavoro, dal Medico Competente e dal laboratorio che ha eseguito il test.

Al di là di alcuni dubbi di ordine costituzionale, già sollevati da colleghi che giustamente sostengono di non essere dipendenti del Sistema Sanitario Regionale e quindi di non avere risorse nè strumenti per tracciare contatti, effettuare tamponi e messa in quarantena del dipendente, la cosa davvero odiosa è che, come sempre avviene in questo paese, il tentativo è quello dello "scaricabarile".

I laboratori, dopo essersi incassati una fetta consistente di margine sui test, riferiscono al Datore di Lavoro che il tutto deve essere gestito dal Medico Competente.

Cosa non vera e che genera attriti e frizioni: a mio modo di vedere, visto che la norma regionale impone che sia uno dei tre soggetti a mettere in piedi tracciamento e tutto ciò che ne consegue, non si capisce perché lo debba fare il MC.

Suggeriamo a tutti quei laboratori e Datori di Lavoro che si imbarcano in questa faticosa avventura di occuparsi anche delle fasi successive soprattutto se il Medico Competente non è stato coinvolto e non ha incluso il test nel protocollo di sorveglianza sanitaria.

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