La gestione dei lavoratori fragili

04/08/2020
Autore: Dott. Paolo Aceti

La gestione dei lavoratori fragili da parte del medico competente

Ho recentemente letto un articolo su Puntosicuro in cui si davano alcune indicazioni in merito alla gestione dei lavoratori fragili che solo in parte condivido. Al di là delle casistiche di chi considerare lavoratore fragile che al contrario condivido pienamente ciò che non condivido è ad esempio l’espressione che la soluzione, visto la peculiarità delle aziende italiane e l’impossibilità di effettuare lo smart working ( medio piccole) va sempre trovata in azienda and esempio con l’utilizzo di mascherine fp2 e l’isolamento del soggetto .
Io non penso si possa trovare una soluzione di questo tipo: va sempre privilegiata ad ogni costo la salute del lavoratore e la soluzione non può essere quella di dotarlo di DPI più efficaci. Anche con fp2 il rischio resta, e il pericolo di contrarre il covid per questi lavoratori è il medesimo
Un altro punto che non mi ha convinto è quello che individua la gestione del problema nel mc e non nel medico di famiglia. E’ colui che conosce meglio il lavoratore e ne conosce la storia clinica e laddove smart working sia impossibile ai sensi della legge è l’unico che può decidere la malattia del lavoratore, cosi come previsto per legge.
In ultimo l’ultima affermazione non mi convince per nulla cioè che la decisione finale spetti al datore di lavoro unico esperto dell’organizzazione della propria azienda. Il lavoratore ha il diritto di essere considerato fragile i medici il compito di accertarlo e alle istituzioni spetta la protezione del lavoratore stesso.

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