La somministrazione dei vaccini covid da parte dei medici del lavoro e lo scudo penale.


Autore: Dott. Paolo Aceti

Leggo spesso gli aggiornamenti sui social e del nostro settore c’è una enormità di medici inferociti perché non si capisce in base a quale regole e a nome di chi la scorsa settimana abbia firmato un accordo con Confindustria per l’esecuzione della vaccinazione da parte del Mc.

Molti non si sentono rappresentati e non capiscono in nome di chi questa associazione si sia permessa di stringere un accordo così delicato con le associazioni di categoria della controparte industriale.

Si pone poi il problema dello scudo penale chi somministrerà un vaccino con il tipico rischio di reazioni avverse per poi trovarsi indagato in caso di problemi?

Capisco la fretta, ma ha un senso far vaccinare nelle aziende i medici senza la rete di protezione che normalmente le strutture sanitarie possono garantire in caso di eventi negativi.

Come verrà registrata la somministrazione? Chi la trasmetterà alle ATS? Anche in questo caso non credo che il medico competente dopo una giornata di lavoro abbia il tempo materiale la sera, di mettersi a registrare ogni singola vaccinazione.

L’Italia è uno strano paese, non si prevede dall’inizio un piano vaccinale serio, ma si pensa ad estemporanei interventi per aumentare il numero di soggetti vaccinati quando il reale problema è che non abbiamo abbastanza dosi da somministrare.

Mi convinco sempre di più che passaporto vaccinale,, vaccinazioni in azienda siano strumenti di distrazione di massa per allontanarci da problemi ben più importanti che riguardano la nostra vita di tutti i giorni

                

  

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